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La realtà virtuale

Aggiornamento: 30 gen


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy, il vostro virtuale barman di podbar ed oggi vi porto con me in un viaggio speciale: la ventitreesima puntata di Birra e Pixel, dedicata a un argomento che mi sta davvero a cuore, la realtà virtuale. Prima di tuffarci nell’argomento, lasciatemi ringraziare i miei compagni di avventura e presentarvi gli ospiti che mi hanno accompagnato in questa esplorazione. Accanto a me, come sempre, c’è Fabiano De Masi, il paladino delle esperienze tangibili e delle due dimensioni, pronto a mettere in discussione ogni entusiasmo per la VR. E per tenere testa al suo scetticismo, ho chiamato un alleato d’eccezione: Piermarco Rosa, giornalista, docente universitario di videogame design e voce storica di Retrogaming Lives. Insieme a loro, ci addentreremo tra ricordi, aneddoti e consigli sul mondo della realtà virtuale.



La mia prima volta con la VR

Devo confessarvelo: il mio amore per la VR è nato grazie a Piermarco. Dopo aver ascoltato una sua puntata su Retrogaming Lives, mi sono deciso a comprare un visore e da allora non sono più tornato indietro. La prima esperienza è stata folgorante, un vero salto in un mondo nuovo, capace di farmi tornare bambino come quando accesi per la prima volta il Commodore 64.


I limiti (e le magie) della tecnologia

Piermarco ci racconta che all’inizio la VR era roba da fantascienza: caschi pesantissimi, hardware limitato, esperienze poco immersive. Ma con l’arrivo di Oculus Rift e soprattutto, dei visori standalone come Meta Quest 2 e 3, tutto è cambiato. Oggi basta uno spazio di due metri per due per godersi appieno la realtà virtuale, anche se, come dice Piermarco, le esperienze migliori sono quelle in cui ci si può muovere liberamente.


Esperienze indimenticabili

Tra i giochi che mi hanno colpito di più c’è Horizon: Call of the Mountain su PSVR2, un titolo che mi ha lasciato emozioni fortissime. Ma la vera rivoluzione sono stati i giochi su Meta Quest, come Batman Arkham Shadow, Assassin’s Creed Nexus VR, Epic Roller Coasters e Kayak VR Mirage. Ognuno di questi titoli offre un’immersione totale, grazie anche ai sensori di profondità e alla risoluzione sempre più alta dei visori.


La VR tra gioco, fitness e socialità

La realtà virtuale non è solo divertimento: è anche fitness (provate a giocare mezz’ora a Drums Rock o Beat Saber e poi ditemi se non avete fatto ginnastica!), socializzazione (con le piazze virtuali e le esperienze condivise) e persino educazione. Esistono applicazioni che permettono di esplorare il corpo umano o la galassia, documentari interattivi come la ricostruzione dell’11 settembre e spettacoli teatrali in cui si è al centro della scena.


Motion sickness e adattamento

Non tutto è perfetto: la motion sickness può colpire, soprattutto nei giochi di guida o quando ci si muove velocemente in ambienti virtuali. Ma con un po’ di pratica e qualche trucco (assecondare i movimenti col corpo, usare la vignettatura), il cervello si abitua e il fastidio diminuisce fino a sparire.


Aneddoti e piccoli incidenti

Non mancano gli aneddoti divertenti: tra confini allargati troppo e controller lanciati contro il muro, qualche piccolo incidente capita a tutti. Il consiglio è di non modificare mai i confini suggeriti dal visore e di giocare sempre in sicurezza, anche se la tentazione di “barare” per platinare un gioco è forte!


Consigli per chi vuole iniziare

Se siete curiosi di provare la VR, il nostri consiglio è di farlo senza esitazioni. Oggi un visore standalone costa quanto uno smartphone di fascia media, ma offre molto di più: giochi, esperienze, film, socialità e un catalogo in continua espansione. E se non vi piace, potete sempre restituirlo. Ma sono sicuro che, una volta provato, non tornerete più indietro.


Il futuro della realtà virtuale

La VR è ancora un mercato di nicchia, ma sta crescendo rapidamente. I prezzi sono accessibili, i giochi sempre più curati e le applicazioni si moltiplicano. In futuro, ne siamo certi, la realtà virtuale diventerà uno strumento fondamentale non solo per il gioco, ma anche per l’educazione, la riabilitazione, la socializzazione e l’arte.


Conclusioni e saluti

Spero che questo viaggio nel mondo della realtà virtuale vi abbia incuriosito e magari convinto a provarla. Ringrazio ancora Piermarco e Fabiano per aver condiviso con me questa avventura e vi do appuntamento alla prossima pintata di Birra e Pixel ricordandovi sempre che... invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio.

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