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Videogiochi, salute e sicurezza

Aggiornamento: 30 gen


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy e sono ancora una volta pronto a portarvi dentro un’altra avventura fatta di videogiochi, chiacchiere e una sana dose di follia. Ma questa volta — udite udite — ho deciso di affrontare il mondo del gaming da una prospettiva insolita: quella della salute e della sicurezza. Per farlo, ho chiamato un ospite speciale: Marco Martinelli, responsabile ambiente e sicurezza, grande amante dell’aria aperta e ancora più grande fustigatore di posture scorrette. Lui parla, io commento, Fabiano interrompe… insomma, la solita baraonda.



Chi è Marco e perché può salvarci la schiena

Quando Marco entra in scena, lo fa con tutto il suo stile sobrio e pacato, da uomo che ha visto molte sedie sbagliate e altrettanti schermi messi all’altezza degli gnomi del bosco. Ci racconta di lavorare da anni nel mondo della sicurezza e di avere una passione travolgente per la mountain bike. E già qui capisco che mi vedrà come un caso disperato e la sua frase: “Jimmy, giocare senza criterio è come andare in bici senza sellino” non lascia adito a dubbi. E io non posso che dargli pienamente ragione.


Perché il gaming, se fatto male, può farti male

La prima bomba che sgancia riguarda i rischi per chi, come noi, passa ore davanti ai videogiochi: posture da gremlin, schiene che gridano pietà, polsi che chiedono ferie, spalle che sembrano sassi, sonno rovinato, nervi infiammati… e, sì, anche qualche chilo di troppo se ci abbiniamo patatine e pizza. Il messaggio è chiaro: videogiocare è bellissimo, videogiocare male è rischioso per la salute.


La postura al PC: sedie da gaming, divani assassini e lezioni di ergonomia

Qui Marco si scatena. Ci spiega che non basta comprare una sedia da gaming così, tanto per fare i fighi: bisogna anche assumere una postura corretta: dritti con la schiena, gomiti a 90°, piedi a terra, monitor all’altezza degli occhi… E poi c’è la questione dei divani, secondo Marco dovrebbero essere inseriti nella lista dei “serial killer silenziosi”: troppo morbidi, troppo bassi, troppo ingannevoli. Io gli spiego che ho due Labrador che ribaltano ogni teoria posturale, lui sospira e Fabiano... beh, ovviamente lui prende in giro entrambi!


Il gaming da console e da smartphone: sopravvivere alla comodità

Se il PC ci obbliga a stare dritti, il mondo console ci invita a sprofondare. Marco suggerisce trucchi per non diventare delle crocchette umanoidi: cuscini lombari, bracci appoggiati, distanza corretta dalla TV… E quando passiamo al gaming “sul trono”, capisco che siamo arrivati al punto più basso della dignità videoludica — ma anche a uno dei più rischiosi, tra gambe addormentate e sforzi di ogni tipo.


Tunnel carpale: il nemico dei gamer di ieri e di oggi

Marco ci spiega con chiarezza cosa sia davvero il tunnel carpale: un’infiammazione dei tendini che può diventare seria se ignorata. Movimenti ripetitivi, impugnature rigide, polsi piegati… e siamo fritti. Il joypad? Più rischioso del mouse. Il mouse? Rischioso il giusto. Fabiano? Rischioso sempre!


Vista stanca, luce blu e la regola del 20-20-20

E qui parte il momento nostalgia: mia nonna che metteva l'abat-jour sopra la TV a tubo catodico perché “fa bene alla vista” e Marco mi dice che, in fondo, non aveva neanche tutti i torti. La regola 20-20-20 è semplice ma potente: ogni 20 minuti, guarda un punto a 20 piedi di distanza per 20 secondi. Io provo a farlo, ma finisco a fissare i piedi dei miei colleghi e non credo sia quello il punto.


Pause, stretching e movimento: anche il fisico vuole la sua parte

Marco insiste: pause, pause e ancora pause, ma non quelle per mangiare una pizza, bensì quelle per alzarsi, respirare, muovere il collo, sciogliere le spalle, ricaricare l’acqua (non la birra… forse), insomma… comportarsi da esseri umani. Fabiano dice che lui è già un atleta, ma io gli ricordo che sollevare una padella non conta come sollevamento pesi.


Cosa bere e cosa mangiare mentre si gioca

Qui c’è lo shock: Marco boccia gli energy drink, boccia la birra (vabbé, giusto una ogni tanto), boccia fritti, patatine, schifezze varie. Io mi agito, Fabiano si ribella. Marco propone frutta fresca, acqua, frullati… e sì, almeno concede la cioccolata fondente. Mezzo punto guadagnato.


Benessere mentale e videogiochi

Parliamo anche di cervello, ma no, non il nostro, quello dei gamer in generale. Marco dice che il gaming non rimbambisce ma poi guardando me un po' ci ripensa e torna sui suoi passi... In ogni caso, per la mente servono silenzio, respiri profondi, evitare overdose di stimoli sonori e visivi, e soprattutto… dormire!


La realtà virtuale: immersione totale, nausea inclusa

Il discorso sulla VR è un viaggio tra vertigini, malesseri, ambienti ristretti e pugni dati ai mobili senza volerlo. Marco racconta esperienze di sbandamento, io ne soffro meno fortunatamente ed ho imparato a conviverci. Conclusione? La VR è una figata… ma richiede cautela, ambiente sicuro e sessioni brevi.


Tre consigli per migliorare la vita del gamer

Alla fine, chiedo a Marco di riassumere tutto. E lui, preciso come solo un uomo della sicurezza può essere, ci regala tre pilastri:

  1. Crea una postazione ideale;

  2. Fai stretching e muoviti, prima e durante le pause;

  3. Scarica la mente prima di dormire.

Tre regole semplici, ma fondamentali.


Saluti finali

E così giungiamo alla fine con Fabiano che livella, Marco che ricorda “Safety first” ed io... beh, ribadisco il solito mantra: invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio!

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