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Command & Conquer


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy ed anche questa volta ho due ospiti speciali nel mio locale: il mitico Fabiano De Masi e l’ingegnerissimo Matteo Retrocoach Gozup, la voce tecnica e un po’ nottambula di Game Revs. La pintata è dedicata a uno dei mostri sacri della strategia in tempo reale: Command & Conquer, più precisamente la sua linea temporale alternativa: Red Alert. E già da qui potete immaginare quanto si sia degenerato in aneddoti, memorie di salvataggi disperati, missioni impossibili e ingegneri particolarmente sovversivi.



Cos’è davvero uno strategico in tempo reale

Retrocoach parte a ruota libera e ci spiega — con passione da manuale e ironia da nottata insonne — cosa definisce un RTS. Tutto succede in tempo reale: nessun turno, nessuna pausa per pensare. Devi costruire, assemblare, raccogliere risorse e sperare di non schiacciare i tuoi stessi soldatini mentre manovri i tuo stessi mezzi pesanti. La magia degli RTS Westwood nasce proprio da questo: basi che crescono, risorse che finiscono, poteri speciali, superarmi, ingegneri pronti a rubarti l’intera base… e disperazione a palate quando senti “Silos needed”.


DalTiberio al dominio della fratellanza Nod

Retrocoach ci racconta velocemente la storica saga principale, da quell’asteroide caduto nel Tevere che porta il Tiberio sulla Terra, all’eterna guerra tra GDI e Nod. Kane, leader carismatico e inquietante, compare, scompare, muore e resuscita con la naturalezza con cui io apro una lattina di birra. È una saga epica, piena di FMV incredibilmente tamarri, soprattutto in Tiberian Sun, dove la terra stessa è deformata dal Tiberio.


Red Alert: la realtà alternativa che non doveva esistere

Qui parte il delirio più bello. Einstein costruisce una macchina del tempo, va negli anni ’20, stringe la mano a un tizio coi baffi e puff, la storia cambia. Risultato: niente seconda guerra mondiale… ma un’Unione Sovietica ancora più aggressiva che invade l’Europa. Gli Alleati devono fermarla e qui nasce Red Alert, una delle linee temporali più improbabili e adorate dai fan. Retrocoach ricorda come alcuni considerino Red Alert un prequel della saga principale, altri un universo parallelo. Io concordo sul votare per la seconda ipotesi: troppo assurda per unirla alla storia del Tiberio.


L’apice della tamarraGGINE: Red Alert 2 e 3

Quando iniziamo a parlare di Red Alert 2, la pintata esplode: parliamo di Yuri, controlli mentali, dirigibili Kirov, missioni impossibili e un’orgia di unità iconiche. E Red Alert 3? Beh, metà del budget è finito nel cast hollywoodiano: Tim Curry, J.K. Simmons, George Takei, Gina Carano… tutti lì a interpretare generali, imperatori, comandanti robotici e chi più ne ha più ne metta. È il capitolo più "over the top" dell’intera saga, tanto da diventare cult per i suoi filmati di intermezzo.


Le fazioni e le loro differenze

Gli Alleati sono precisi, costosi e tecnologici, i Sovietici sono invece più brutali e diretti. Tra ingegneri che ti rubano le strutture e cani che sniffano le spie, non c’è mai un attimo di pausa. E quando entra in scena il carro Mammoth… beh, se non hai una strategia pronta, puoi anche chiudere baracca.


Le strategie che usiamo davvero

Retrocoach confessa di giocare in stile “tartaruga”: difese a tonnellate, unità accumulate come punti fragola del supermercato e attacco finale a valanga, ma di tanto in tanto non disdegna il "turret rush", che consiste nel piazzare torrette dalla propria base sino ad arrivare a quella avversaria, come un muratore impazzito che costruisce recinzioni senza permesso.


Ricordi epici e partite indimenticabili

Il bello di parlare con gli altri retrogamer è riscoprire quelle serate storte in cui le unità decidevano di andare in gita invece che verso il punto indicato: mezzi di trasporto che si incastrano, percorsi misteriosi, pathfinding da brividi. E poi le famose missioni senza base: o sopravvivi con ciò che hai… o sei spacciato.


RTS oggi: nostalgia o rinascita?

Ci chiediamo se il genere oggi abbia ancora appeal. La risposta? Assolutamente sì. Tra seguiti spirituali come Tempest Rising e progetti fan-made come OpenRA, la fiamma non si è mai spenta. Magari non sono più mainstream come una volta, ma gli amanti della strategia profonda ci sono eccome.


Spin-off improbabili: Renegade

A un certo punto parliamo anche di Command & Conquer: Renegade, l’esperimento di EA di trasformare la saga in uno sparatutto in prima persona. Un risultato bizzarro, ma con un multiplayer sorprendentemente divertente. E questo gioco vive ancora oggi grazie a Renegade X, una versione fan-made moderna e giocabilissima.


Conclusione della pintata

Chiudiamo la pintata con la nostra solite leggerezza, tra birre versate, citazioni fuori luogo e un finale che solo Birra e Pixel poteva produrre... E ricordandovi che invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio, mi allontano dallo spillatore con la convinziona che la nostra linea temporale sia salva. O forse mi sbaglio?

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