La stampa 3D tra estrusori e madonne
- birraepixel
- 16 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy e sono pronto a portarvi dentro un viaggio tutto dedicato alla stampa 3D e con due esperti al bancone: il mitico Tiziano Mora e il mio collega progettista meccanico Fulvio Vincenzi.

Perché entrare nel mondo della stampa 3D
Tutto è iniziato da una semplice domanda che sicuramente molti di voi condivideranno: “Da dove comincio se voglio una stampante 3D?”. Il web è un caos di resine, bobine, liquidi misteriosi e macchine che sembrano uscite da un laboratorio segreto dell’Umbrella Corporation. Ma la verità è che la scelta dipende da una cosa sola: cosa vuoi stampare.
Stampanti a filo e stampanti a resina
Parlando con i miei ospiti, Tiziano e Fulvio, ho capito che esistono due “filosofie” principali:
Filo (FDM): versatile, economica, perfetta per oggetti robusti e pezzi grandi;
Resina (SLA): ultra‑dettaglio, finitura da statuetta da collezione, ma più sporca, tossica e odorosa.
Per chi volesse fare accessori gaming e parti funzionali, la stampante a filo resta la scelta più sensata. E vedere uno spaghetto di plastica trasformarsi in un oggetto che puoi toccare è magia pura.
Il progresso incredibile delle stampanti moderne
Sino a qualche anno fa, quando acquistavi una stampante 3D, ti mandavano letteralmente un kit IKEA da 300 pezzi a casa, dicendoti: “montala e arrangiati”. Oggi invece molte stampanti sono plug and play: tiri fuori dalla scatola, colleghi la corrente e premi “print”. E qui arriva lei, la BambuLab, regina indiscussa della fascia consumer. Silenziata, veloce, precisa… e con un software che sembra fatto apposta per chi vuole più giocare che smanettare.
La scoperta del modulo AMS
Quando i miei ospiti hanno scoperto l’AMS gli si è aperto un mondo: quattro bobine insieme, cambio colore automatico, materiali diversi nello stesso pezzo e possibilità di usare i “rimasugli” di filamento senza sprechi. L’unico contro? Le “cacchettine” di spurgo: piccole pile colorate che la stampante sputa fuori per pulire l’ugello. Tiziano le sta accumulando… magari ci farà coriandoli per Carnevale.
Dove mettere la stampantei consigli degli esperti
Nella mia testa avevo in mente il garage: profumo di pneumatici, attrezzi a portata di mano, rumore non fastidioso…peccato che abbia saputo l’umidità sia il nemico numero uno dei filamenti. Parlando con Tiziano e Fulvio ho capito che le stampanti 3D:
Soffrono il freddo e gli sbalzi di temperatura, soprattutto quelle aperte;
Vanno posizionate in maniera stabile, meglio se su piano solido;
Necessitano di spazio extra per poterci aggiungere accessori e fare manutenzione.
Controllo remoto: stampare mentre si è fuori casa
Una delle cose più fighe delle stampanti moderne è il controllo tramite app:
Accendi la stampante da remoto;
Carichi un file;
Monitori la stampa con la webcam;
Vieni notificato in caso di eventi importanti.
Sì potrebbe lanciare ad esempio una stampa dall'ufficio, per poi trovare il pezzo pronto quando si rientra a casa.
Materiali di stampa: uno per ogni esigenza
Abbiamo aperto una piccola parentesi sui materiali ed ho scoperto che ognuno ha una propria "personalità":
PLA: perfetto per tutto ciò che non deve stare al sole o a temperature elevate;
PETG: più resistente ma brigoso da gestire;
ABS: tecnico, robusto, perfetto per parti funzionali (ma richiede ambiente chiuso);
ASA: lo “step successivo” dell'ABS, ideale per l’esterno;
TPU: gommoso, flessibile, ottimo per paraurti e cover.
Tiziano lavora moltissimo con PLA per i suoi progetti videoludici, mentre Fulvio non disdegna ABS e ASA, fondamentali per chi fa parti tecniche serie.
non ci metto certo la bocca
Una cosa importantissima che ho imparato è che le stampe FDM non sono adatte all'uso alimentare. I layer creano micro‑fessure che trattengono batteri e sporcizia, quindi dimenticatevi forchette, tazzine, stampi per biscotti… meglio non giocare con la salute.
PROGETTARE, stampare E RIFINIRE
Ovviamente è possibile modellare su software i propri modelli, ma per chi è meno avvezzo, esistono librerie piene di modelli pronti alla stampa: gratuiti, premium o con licenze per uso personale o commerciale. Quando si stampano pezzi complessi, il software crea automaticamente i supporti: piccole strutture sacrificabili che reggono le parti sospese. E poi subentra la fase “zen”: tronchesino, lima, carteggiatura ed infine primer e vernice. Il tutto per ottenere un pezzo degno di un negozio di action figure.
I progetti di cui vado fiero e i disastri memorabili
Non è mancato il momento degli aneddoti, dove Tiziano e Fulvio ci hanno raccontato delle opere di cui vanno più fieri e dei loro epic fail. La verità è che ogni errore insegna, proprio come nei videogiochi, l’esperienza arriva morendo un sacco di volte.
Conclusione E SALUIT
Spero che questo piccolo estratto vi abbia incuriosito e spinto ad approfondire il discorso stampa 3D, perché no, magari ascoltando proprio la pintata! Per quanto mi riguarda anche oggi abbiamo portato il pezzo a casa, pertanto non mi resta che salutarvi ricordandovi sempre che... invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio!





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