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Che fine ha fatto l'Hi-Score?

Aggiornamento: 2 feb


Ciao caro avventore, sei un po' di corsa o sbaglio? Immagino quindi che tu non abbia tempo di fermarti a bere una buona birra. Ma non preoccuparti e vieni qui al bancone, il vecchio Illy sarà ben lieto di offrirti un veloce drink e ti racconterà anche una storia contro il logorio della vita moderna.



La magia dell’high score

Vi ricordate quando il punteggio era tutto? Dai primi giochi come Pong, dove l’obiettivo era semplicemente fare più punti dell’avversario, fino a Pac-Man, Donkey Kong e Pole Position, il punteggio era il vero protagonista. Era il modo per dimostrare la propria bravura, per entrare nella top 10 e lasciare le proprie tre lettere indelebili nella storia del cabinato. Quante monete da 200 lire abbiamo speso per scalzare il campione di turno?


Dal punteggio al tempo: l’evoluzione del gameplay

Col passare degli anni, qualcosa è cambiato. I giochi sono diventati più complessi, le trame più profonde e il punteggio ha iniziato a perdere importanza. Titoli come Doom e Super Mario 64 hanno introdotto il tempo come nuovo parametro di sfida, spostando l’attenzione dalla classifica all’efficienza. Anche Tomb Raider ha seguito questa strada, lasciando il punteggio in secondo piano.


Segreti, trofei e achievement: la nuova frontiera

Con l’arrivo delle console moderne, sono nati nuovi modi per premiare il giocatore: personaggi sbloccabili, modalità extra, trofei su PlayStation e gamer point su Xbox. La ricerca del segreto e il completamento al 100% sono diventati il nuovo obiettivo, sostituendo il vecchio high score con badge colorati e punti che arricchiscono il nostro avatar virtuale.


Nostalgia e futuro: cosa ci aspetta?

Guardando indietro, Illy mi chiedo se ci piacerebbe vedere un Pac-Man o un Donkey Kong con gli achievement o magari un GTA 6 con il punteggio in alto a destra e una classifica mondiale. La verità è che il mondo dei videogiochi è in continua evoluzione, e ogni generazione trova il suo modo di lasciare il segno.


Conclusione

Cari avventori, spero che questa riflessione vi abbia fatto sorridere e pensare ai vostri momenti davanti ai videogiochi. E che sia un caffè, un high score o un trofeo, l’importante è divertirsi e condividere la passione per il gioco.

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