Valkyrie Profile
- birraepixel
- 13 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Ciao caro avventore, sei un po' di corsa o sbaglio? Immagino quindi che tu non abbia tempo di fermarti a bere una buona birra. Ma non preoccuparti e vieni qui al bancone, il vecchio Illy sarà ben lieto di offrirti un veloce drink e ti racconterà anche una storia contro il logorio della vita moderna.

Miti e divinità
Secondo la mitologia norrena, gli Asi e i Vani dominano le sorti dell’universo, pronti ad affrontare il Ragnarok con l’aiuto degli einherjar, le anime dei guerrieri caduti a Midgard. Le valchirie raccolgono queste anime al momento della morte, portandole nel Valhalla, dove si preparano alla battaglia finale. È proprio qui che entra in scena Lenneth, la valchiria che Odino invia a raccogliere le anime più valorose. Il suo viaggio è il cuore narrativo del gioco ed è impossibile non esserne catturati.
Un capolavoro mai arrivato in Europa
Valkyrie Profile uscì nel 1999 in Giappone e l’anno dopo in America, senza mai approdare ufficialmente in Europa. Io ci misi le mani grazie a una copia import e rimasi completamente stregato. Tri-Ace ed Enix crearono un JRPG unico, complesso, profondo come pochi, anni prima della fusione che avrebbe dato vita a Square Enix.
Atmosfera e colonna sonora
L'introduzione parla da sola: una ragazza con abito da sposa, capelli azzurri, trascinata in un mondo sospeso tra nuvole e mistero. Una scena che mi fece rimanere a bocca aperta la prima volta che la vidi. Il tutto accompagnato dalla musica di Motoi Sakuraba, capace di trasformare ogni scena in pura poesia. L’atmosfera è cupa, malinconica, toccante. Questo è un gioco che non ha paura di parlare di morte, rimpianto e destino. Non ti nego che più di una volta ho giocato con gli occhi lucidi.
Osservare senza intervenire
Una delle idee che più mi colpì fu la scelta di non permettere al giocatore di intervenire direttamente negli ultimi istanti di vita dei personaggi che incontriamo. Noi possiamo solo osservare, assistere alla loro fine, comprenderne i drammi e poi vedere Lenneth apparire in modi sempre diversi, sempre intensi. È un approccio narrativo coraggioso, adulto, profondamente coinvolgente.
Un gameplay ricco e stratificato
Se cercavi solo una bella storia, ti bastava guardare un film. Ma Valkyrie Profile è molto di più: è un JRPG con meccaniche da strategico, quasi da MMO per complessità. Decine di personaggi, abilità da sviluppare, tratti della personalità da curare, oggetti e artefatti da evocare tramite i materialize point. Ogni capitolo presenta richieste specifiche da parte di Odino, e il giocatore deve fare scelte intelligenti per soddisfarle. La gestione del party è una piccola scienza: chi mandare nel Valhalla? Chi tenere con sé? A chi assegnare i preziosissimi punti esperienza?
Combattimenti dinamici e tattici
Il sistema di combattimento è a turni, ma vivace e tattico. I personaggi sono disposti a rombo, ognuno associato a un tasto del controller. Bastano poche ore per rendersi conto di quanto sia profondo il sistema: combinare magie, colpi fisici, combo concatenate e attacchi speciali è una vera forma d’arte. E quando finalmente la barra degli special si carica… beh, ti assicuro che ogni attacco finale è uno spettacolo epico che non stanca mai.
Un viaggio emotivo che non molla mai la presa
La storia procede con un ritmo altalenante, come un cuore che accelera e poi riprende fiato. Ci sono momenti cupi e momenti eroici, ma sempre con una maturità narrativa rara nei giochi dell’epoca. E poi ci si chiede: Lenneth riuscirà davvero a portare abbastanza anime a Odino? Il Ragnarok può essere vinto? La risposta… dipende da noi.
Finali e segreti
Il gioco ha tre finali: C, B e il famigerato finale A. Quest’ultimo non è un semplice epilogo: è un intero pezzo di gioco aggiuntivo, con nuove aree, personaggi e rivelazioni fondamentali sulla misteriosa sposa dell’introduzione. Senza una guida, è quasi impossibile ottenerlo al primo tentativo. Ma quando ci riesci… capisci davvero perché questo titolo è considerato un capolavoro.
Conclusione
Cari avventori, spero che questa riflessione vi abbia fatto sorridere e pensare ai vostri momenti davanti ai videogiochi. E che sia un caffè o una corsa con Sonic, l’importante è divertirsi e condividere la passione per il gioco.



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