Child of Eden
- birraepixel
- 21 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Ciao a tutti amici umarelli, sono il vostro caleidoscopico crazyjimmy del podbar sinestetico ed oggi torniamo a parlare di quelle esperienze videoludiche che non si limitano a farti giocare, ma cercano proprio di farti esplodere le sinapsi con musica, colori, luci, vibrazioni e quella strana sensazione per cui non sai se stai giocando o se stai venendo risucchiato in un’altra dimensione. L’argomento del giorno è uno di quelli per cui serve preparazione… o quantomeno qualcuno che ti tenga lontano dalla luce stroboscopica quando esageri.

Da Rez a Child of Eden
Oggi torna l'amico Tora Saltalungo, per parlarci di Child of Eden, figlio spirituale di Rez. E se avete presente Rez, sapete già di cosa stiamo parlando: uno sparatutto su binari che sembra più un’opera d’arte interattiva che un semplice videogioco. Luci stroboscopiche, forme geometriche, musica che si fonde con il gameplay e quella sensazione costante di essere dentro qualcosa di… strano. Child of Eden prende quell’idea e prova a portarla oltre, con più budget, più ambizione e soprattutto con una filosofia di gioco pensata per essere vissuta con il corpo e non solo con un controller.
ProMESSA MANTENUTA: HO PROVATO Rez INFINITE... in VR!
Come promesso all'amico Tora la volta scorsa, da bravo curioso, ho provato Rez Infinite in realtà virtuale su Meta Quest 3 sfruttando i quindici minuti di prova gratuita. Il tempo è stato giusto sufficiente per capire i comandi, arrivare al boss del primo livello, farmi eliminare malamente, ripetere metà livello e poi sentirmi dire “ok, se vuoi andare avanti paga”. Esperienza interessante, sicuramente, ma vi dico una cosa chiara: questi giochi non sono fatti per il gioco flat, funzionano davvero solo quando c’è immersione totale, quando sei dentro il gioco, quando il tuo corpo partecipa. In VR tutto acquista un senso diverso, anche se poi rischi di finire a terra a sbavare, come sostiene Fabiano.
Perché Child of Eden è diverso
Tora ce lo spiega bene: Child of Eden nasce con molti più soldi alle spalle. Ubisoft scende in campo, il team di sviluppo ha più risorse e tutto ciò si vede sin da subito. Non è un mistero che il gioco sia stato pensato per Kinect, lo si capisce anche dall'assenza dell'avatar. I controlli con le mani amplificano la sensazione di immersione per farci sentire fisicamente presenti nell’arena. Magari a noi vecchi videogiocatori la prima persona coinvolge di più, consentendoci maggiore immedesimazione. Ma le nuove generazioni potrebbero avere opinioni differenti.
Trama: giusto il necessario
Non prendiamoci in giro: la trama non è il fulcro attorno al quale è costruito il gioco. Si riparte dal finale di Rez, con Eden, l'intelligenza artificiale che racchiude tutto il sapere umano e le coscienze caricate in un universo virtuale che però viene corrotto. Lumi, una figura quasi messianica ci chiede aiuto ed ovviamente tocca a noi ristabilire l’armonia. È una storia che esiste più per sostenere l’esperienza sensoriale che per essere raccontata davvero, ma va benissimo così.
Estetica e musica: qui cambia tutto
Dove Child of Eden si distingue davvero è nell’estetica e nella musica. Mizuguchi con i suoi Genki Rockets, decide di far comporre tutta la colonna sonora da zero. Niente più techno acida, drum and bass o jungle come in Rez, qui si vira verso un sound ambient, new age, più dolce e armonioso, con vocali femminili che accompagnano l’intero viaggio. Se Rez era una raccolta di racconti, Child of Eden è un romanzo musicale unico, coerente dall’inizio alla fine, un album più che una playlist.
Gameplay: familiare ma raffinato
A livello di gameplay nessuno stravolgimento: classico sparatutto su binari in prima persona. Si possono agganciare fino a otto bersagli, rilasciare il colpo e vedere il mondo esplodere a tempo di musica. La novità è il Tracer, un laser specifico per distruggere scudi e proiettili nemici di colore viola. C’è sempre l’attacco speciale, chiamato in questo caso “euforia”, una sorta smart bomb che spazza via tutto dallo schermo quando la situazione si fa disperata. E risulta molto utile soprattutto nelle prime run, quando ancora non si conosce il livello a memoria.
Struttura dei livelli e rigiocabilità
I livelli sono più lunghi rispetto a Rez, divisi in macro-sezioni con miniboss e boss finali spettacolari. Non ci sono checkpoint: quando muori, riparti da capo, ma è una meccanica che ci può stare: dopotutto il gioco è pensato per essere rigiocato più volte, per migliorare punteggio e percentuale di completamento. Infatti solo completando tutto al 100% si sblocca l’archivio finale, è una sfida in fondo, ma mai punitiva come Rez.
Kinect, VR e occasioni mancate
Child of Eden con Kinect doveva rappresentare il futuro e probabilmente lo era. Il problema è che l'innovativo dispositivo è stato abbandonato troppo presto da Microsoft e con lui tutta una serie di esperienze che avrebbero potuto dire qualcosa di davvero diverso. Oggi il gioco resta comunque recuperabile su Xbox e PS3, spesso a prezzi ridicoli, spesso dieci euro o poco più.
Rez o Child of Eden?
A domanda secca, Tora risponde in maniera altrettanto secca: vince Rez, senza dubbio. Rez è più grezzo, più caotico, più viscerale, Child of Eden più elegante, più coerente e forse anche più “accessibile”, ma perde un po’ di quell’effetto wow rispetto al suo predecessore. In ogni caso concordiamo sul fatto che vadano vissuti entrambi, perché sono figli di momenti diversi, tecnologie diverse e visioni diverse.
Considerazioni finali
Child of Eden non è un gioco per tutti, è un’esperienza, una di quelle che o ti respinge o ti cattura completamente. È luce in faccia, musica nelle ossa, movimento che a volte ti fa girare la testa, ma se vi piacciono le esperienze sinestetiche, se amate quando videogioco, musica e arte si fondono… allora dovete almeno provarlo. Detto ciò, non mi resta che salutarvi in maniera sinestetica ricordandovi che il grigio è brutto, ma il mogano è peggio!




![SanMEGA 2k16-Bit [Categoria GIOVANI]](https://static.wixstatic.com/media/a91fdd_3546c7e1fcad40ebb9f29f962497e1f7~mv2.png/v1/fill/w_980,h_980,al_c,q_90,usm_0.66_1.00_0.01,enc_avif,quality_auto/a91fdd_3546c7e1fcad40ebb9f29f962497e1f7~mv2.png)
Commenti