Visita al Museo del Calcolatore di Prato
- birraepixel
- 22 nov 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 26 gen
Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy e oggi vi porto con me in un viaggio davvero speciale: una visita al Museo del Calcolatore di Prato. Un luogo dove la storia della tecnologia si intreccia con i ricordi d’infanzia, le curiosità e ovviamente, una buona dose di videogiochi e cultura pop. Sedetevi comodi, vi servo subito una birra virtuale e partiamo!

Dalle mani al pallottoliere: le origini del calcolo
Accompagnati dal sapiente Massimo Belardi, curatore del museo, il nostro percorso inizia dalle origini del calcolo, quando le dita delle mani erano il primo strumento per fare i conti. Da lì si passa al pallottoliere, l’“Excel” dei tempi antichi, e alle prime addizionatrici meccaniche. È incredibile pensare come la necessità di contare abbia dato vita a strumenti sempre più sofisticati, fino ad arrivare alle calcolatrici che oggi diamo per scontate.
La Comptometer e le donne della contabilità
Una delle tappe più affascinanti è la Comptometer, una calcolatrice meccanica che ha segnato un’epoca. Negli uffici di contabilità della Fiat, negli anni ’20, erano soprattutto le donne a lavorare su queste macchine, spesso per 12 ore al giorno. Un lavoro di precisione e velocità, tanto che esistevano corsi specifici per diventare “utilizzatrici certificate” della Comptometer. Un vero e proprio titolo da mettere nel curriculum!
Nepero, Pascal e la magia dei bastoncini
Non poteva mancare un salto nel passato con gli strumenti di Nepero e Pascal. Bastoncini, regoli e addizionatrici portatili che sembrano usciti da un laboratorio di magia. Eppure, dietro ogni trucco c’è una logica matematica affascinante, pensata per rendere più semplici moltiplicazioni e divisioni quando ancora non esistevano i computer.
Olivetti: storia di innovazione e rivoluzioni
Ma il cuore del museo batte forte per Olivetti, un’azienda che ha rivoluzionato il mondo del calcolo. Dalla Divisumma 14, la prima calcolatrice meccanica capace di andare in negativo e di stampare su carta, fino alla Programma 101, considerata il primo vero computer da tavolo programmabile. Un oggetto di design e tecnologia che ha fatto scuola anche alla NASA!
La fine della ricerca elettronica e l’Auditronic
Purtroppo, la storia dell’Olivetti non è solo fatta di successi. Scelte industriali discutibili e pressioni esterne hanno portato allo smantellamento del reparto elettronico, segnando la fine di un’epoca di ricerca e innovazione. L’Auditronic, macchina contabile elettronica, rappresenta uno degli ultimi baluardi di questa stagione gloriosa.
Calcolatrici portatili, pubblicità e design
Negli anni ’70 e ’80, la tecnologia diventa sempre più portatile. Le calcolatrici tascabili fanno la loro comparsa anche nelle pubblicità, spesso con un occhio di riguardo al design e alla funzionalità. Olivetti, Casio, Sharp: la “calculator war” è iniziata, e la miniaturizzazione diventa la nuova frontiera.
Memorie, floppy disk e mini computer
Il museo è un vero paradiso per chi ama i supporti di memoria vintage: floppy disk da 8 pollici, dischi ottici, memorie magnetostrittive e hard disk che sembrano lavatrici. Ogni oggetto racconta una storia di evoluzione tecnologica, di limiti superati e di creatività ingegneristica.
La parte ludica: videogiochi e console storiche
E qui arriviamo alla mia parte preferita: la sala giochi del museo! Game Gear, Atari 2600, Commodore 64, Amiga 500, Coleco Vision, Intellivision e tante altre macchine che hanno fatto la storia del videogioco. Ogni pezzo è un tuffo nei ricordi, tra joystick Quickshot, cartucce e monitor a fosfori verdi. E non mancano chicche come il Laser Disc, protagonista di karaoke e contenuti speciali negli anni ’80 e ’90.
Personal Computer, microprocessori e la sfida dei Sistemi Operativi
Dagli home computer artigianali ai primi personal computer IBM, passando per l’Olivetti M20 e l’Apple II: il museo racconta la nascita dell’informatica personale. È la storia di processori, sistemi operativi (CP/M, MS-DOS) e di scelte che hanno cambiato il mercato globale, spesso per una questione di prezzo o di brand.
Palmari, smartphone e gadget iconici
Non solo computer: il museo ospita anche palmari, iPod, Blackberry, Walkman, telefoni cellulari e altri gadget che hanno segnato la nostra quotidianità. Oggetti che oggi sembrano preistoria, ma che hanno rappresentato il massimo dell’innovazione nei loro anni.
Design, pubblicità e cultura pop
Un’altra sezione imperdibile è quella dedicata al design e alla pubblicità. Manifesti, spot e grafiche che raccontano non solo i prodotti, ma anche l’immaginario collettivo di un’epoca. Dalla pubblicità comparativa americana alle campagne grafiche Olivetti, ogni dettaglio è un pezzo di storia.
Ringraziamenti e saluti
Spero che questo viaggio vi abbia appassionato quanto ha appassionato me. Il Museo del Calcolatore di Prato è un luogo dove la tecnologia diventa racconto, memoria e gioco. Un posto dove ogni oggetto ha una storia da raccontare e dove, tra una birra e una partita a Pong, si riscopre il fascino della scoperta. Grazie a tutti per avermi seguito e ricordatevi sempre che... invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio.





Commenti