Videogiocate responsabilmente
- birraepixel
- 16 apr 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Ciao a tutti amici umarelli! Sono crazyjimmy e vi do il benvenuto nel mio podbar, dove la birra è virtuale ma le chiacchiere sono sempre genuine. In questa prima pintata ho avuto il piacere di ospitare Fabiano De Masi di Retrogaming Town, per una chiaccherata all’insegna di ricordi, risate e riflessioni sul mondo dei videogiochi.

Videogiocare: hobby, passione o dipendenza?
Vi siete mai chiesti se i videogiochi possono creare vuoti di memoria? Io l’ho chiesto a Fabiano De Masi di Retrogaming Town, che mi ha risposto con la sua solita ironia: magari poter dimenticare tutto per rigiocare da capo! La verità è che le storie vissute nei giochi restano dentro, soprattutto dopo le grandi avventure. E se pensate che i gamer giochino di nascosto, vi dico che qui si rivendica il diritto di giocare alla luce del sole, senza vergogna, anche davanti a parenti e amici.
Le scelte morali nei videogiochi
Uno dei momenti più intensi della nostra bevuta virtuale è stato quello sulle scelte morali nei giochi. Fabiano ha raccontato come, in titoli come Mass Effect o The Witcher, le decisioni prese possano lasciare il segno anche dopo aver spento il computer. A volte, salvare un personaggio può portare a conseguenze inaspettate e farci riflettere sulle nostre azioni, proprio come nella vita reale. E io? Ricordo ancora i bivi di The Walking Dead, dove ogni scelta ti lascia con il dubbio di aver fatto la cosa giusta.
Videogiochi e vita quotidiana: serve equilibrio
Si parla anche di equilibrio tra videogiochi e vita reale. Fabiano ha sottolineato l’importanza della disciplina: giocare sì, ma senza trascurare lavoro, relazioni e benessere fisico. Io sono d’accordo: il videogioco, se vissuto responsabilmente, può essere una valvola di sfogo, uno stimolo alla fantasia e persino una terapia nei momenti difficili. Ma guai a lasciarsi assorbire troppo: prima si vive, poi si gioca.
Nostalgia e collezionismo
Non poteva mancare un tuffo nel passato: cartucce costose, Mega Drive, Commodore 64, quando i giochi duravano settimane e si scambiavano con gli amici. Oggi tutto è più accessibile, ma forse si è perso un po’ di quella magia e della sfida di una volta. Io stesso ho posseduto il Mega Drive e ancora oggi mi emoziono a parlarne.
Il videogioco come arte e condivisione
Fabiano, che è anche artista e performer, vede nel videogioco una forma d’arte e un mezzo per condividere emozioni. Non serve possedere mille console: ciò che conta è poter accedere e condividere esperienze, senza diventare schiavi degli oggetti. E io sono d’accordo: il bello è giocare, scoprire, condividere.
Conclusione: videogiocate responsabilmente!
Il messaggio con cui voglio chiudere questa prima pintata è semplice: i videogiochi sono un piacere, un modo per esplorare mondi e conoscere se stessi, ma vanno vissuti con equilibrio. E come dico sempre, “invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio”.





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