Si videogiocava meglio quando si videogiocava peggio?
- birraepixel
- 18 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy ed oggi tenteremo di rispondere ad una domanda che fa surriscaldare il nostro cervello di videogiocatori: si videogiocava meglio quando si videogiocava peggio? Un viaggio tra passato e presente, tra cartucce polverose e patch infinite, tra sale giochi fumose e abbonamenti digitali. E per affrontare un tema così spinoso, non potevano mancare ospiti d’eccezione. Con me, come sempre, Fabiano De Masi, il nostro nonno Simpson del retrogaming e Decio, il puffo brontolone delle chat Telegram dei Vintage People. Due veri pozzi di conoscenza e ironia, pronti a raccontare la loro esperienza tra joystick e pixel.

Cambiamenti nel mondo dei videogiochi
Abbiamo iniziato riflettendo su come sia cambiato il modo di videogiocare. Un tempo compravi una cartuccia o un CD e il gioco era tutto lì, finito e pronto. Oggi, invece, tra patch, aggiornamenti e giochi come servizio, sembra che il prodotto non sia mai davvero completo. Decio ci ha raccontato la sua esperienza da early adopter di Destiny, sottolineando come il vero valore oggi sia il tempo che dedichiamo al gioco, più che il denaro speso.
Microtransazioni e dipendenza
Non potevamo non parlare delle microtransazioni, vera croce dei genitori videogiocatori. Decio, padre di tre figli, ci ha raccontato la sua lotta quotidiana contro skin, pass e acquisti in-app. Ma, come ha ricordato, anche noi da piccoli svuotavamo il portafoglio nelle sale giochi: è cambiato il contesto, non la sostanza.
Tripla A, indie e preferenze di gioco
Oggi la scelta è infinita: dai tripla A come Cyberpunk e The Witcher, agli indie che riportano in auge lo spirito dei giochi di una volta. Decio è un adoratore di Cyberpunk e Fabiano non può che elogiare la narrazione di CD Projekt Red. Ma non tutti amano la stessa cosa: c’è chi preferisce la complessità, chi la semplicità, chi la narrazione, chi l’azione immediata.
Narrazione nei videogiochi
La narrazione è diventata centrale in molti giochi moderni, ma non sempre è un bene. Decio, ad esempio, non sopporta la narrazione eccessiva di titoli come The Last of Us, preferendo l’immediatezza di giochi come Uncharted o Returnal. Ognuno cerca nel videogioco qualcosa di diverso: svago, sfida, emozione o semplicemente relax.
Difficoltà e immediatezza
Un tempo i giochi erano difficili per necessità: dovevano durare, perché costavano tanto. Oggi la difficoltà è spesso opzionale, con modalità assistite che permettono a tutti di godersi l’esperienza senza frustrazione. Ma per chi cerca la sfida, ci sono ancora titoli come Cuphead o Super Meat Boy che non perdonano.
Fisico vs digitale e collezionismo
Il fascino del fisico resiste: cartucce, scatole, manuali sono ancora oggetti del desiderio per molti. Decio ci ha raccontato la sua passione per le cartucce Atari e Intellivision, vere reliquie di un’epoca in cui il videogioco era anche un oggetto da collezionare. Ma oggi, tra Steam e abbonamenti, il digitale regna sovrano, offrendo una scelta sterminata a prezzi accessibili.
Evoluzione del multiplayer
Il multiplayer locale, lo stare insieme davanti a uno schermo, sta lasciando il posto all’online. Decio rimpiange lo split screen e le serate con gli amici, ma riconosce anche il fascino delle sfide online. Tuttavia, l’isolamento è dietro l’angolo: giocare online spesso significa essere soli, anche se connessi con il mondo.
Abbonamenti e Game Pass
Un altro grande cambiamento è l’avvento degli abbonamenti: Game Pass, PlayStation Plus e simili hanno rivoluzionato il modo di accedere ai giochi. Decio, da accumulatore compulsivo, li ha provati tutti, ma nota come questa abbondanza rischi di rendere superficiale l’esperienza di gioco. Si prova tutto, ma si approfondisce poco.
Realtà virtuale e aumentata
Abbiamo discusso anche di realtà virtuale e aumentata. Decio, da vero pioniere, ha provato di tutto: dai primi visori Samsung al Quest 3. La VR è affascinante, ma ancora poco accessibile e spesso scomoda. Più promettente, secondo lui, la realtà aumentata, che potrebbe davvero cambiare il nostro modo di vivere il digitale.
Considerazioni finali sul gaming
Alla fine, la domanda resta: si videogiocava meglio quando si videogiocava peggio? La risposta, almeno per me e i miei ospiti, è... ascoltate il podcast e lo scoprirete!
Saluti e ringraziamenti
Ringrazio di cuore i miei fantastici ospiti e tutti voi che ci seguite. Io vi aspetto sempre più numerosi ricordandovi sempre che... invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio!





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