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Pac-man

Aggiornamento: 26 gen


Ciao a tutti amici umarelli! Come ben saprete quando si parla di videogiochi storici, Pac-Man è sempre in cima alla lista.

E nella seconda pintata di Birra e Pixel, io e Fabiano ci siamo ritrovati a raccontare e commentare insieme la storia, le curiosità e le stranezze di questo titolo immortale.



L’origine di Pac-Man

Pac-Man nasce nel 1979 grazie a Toru Iwatani di Namco. Secondo la leggenda, l’ispirazione arrivò da una pizza a cui mancava una fetta, ma Fabiano ricorda anche la teoria del simbolo giapponese della bocca, “kuchi”, che ha una forma simile a quella del protagonista.


Il labirinto e i fantasmi

Il cuore del gioco è semplice: Pac-Man deve mangiare tutti i puntini in un labirinto, inseguito da quattro fantasmi, ognuno con una propria routine di intelligenza artificiale. Fabiano spiega che il rosso segue Pac-Man ovunque, il rosa cerca di anticiparlo, l’azzurro si muove in modo più indipendente e il quarto va un po’ a caso. Quando Pac-Man mangia una delle quattro mega-pillole, i fantasmi diventano vulnerabili e scappano, ma solo per poco.

Il gioco sembra infinito, ma Fabiano ricorda il famoso bug del livello 256: lo schermo si riempie di simboli e diventa ingiocabile. Il punteggio massimo raggiungibile è 3.333.360 punti, ma solo i veri campioni possono arrivarci.


Aneddoti e curiosità

Durante la nostra chiacchierata, Fabiano si diverte a elencare i nomi dei fantasmi nella versione americana: Inky, Blinky, Pinky e Clyde. Parliamo anche dei frutti che compaiono nel gioco, ognuno con il suo valore in punti: ciliegie, fragole, arance, mele, uva e persino la navetta di Galaxian.

Fabiano racconta anche delle sue prime esperienze con Pac-Man nelle sale giochi di Napoli, dove spesso si trovavano cabinati generici e non l’originale. La moneta da 100 lire, la sfida con gli amici e la voglia di superare il proprio record sono ricordi che accomunano tanti di noi.


Pac-Man e la sua famiglia

Nel tempo, Pac-Man ha dato vita a una vera e propria famiglia di giochi: Ms. Pac-Man, Pac-Man Junior, Super Pac-Man, Pac-Mania e molti altri. Fabiano sottolinea come ognuno abbia le sue particolarità, ma resti sempre fedele allo spirito originale.


Il videogioco è di tutti

Sia io che Fabiano siamo d’accordo: il videogioco deve essere accessibile a tutti, senza distinzioni tra chi ha il cabinato originale e chi gioca su una versione “farlocca”. L’importante è divertirsi, condividere ricordi e continuare a giocare, perché – come dice Fabiano – “i buoni videogiocatori non invecchiano mai: livellano!”.

 

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