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La storia di Commodore


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy ed oggi vi porto con me in un viaggio che profuma di polvere, circuiti incandescenti, cassette che gracchiano e sogni a 8 bit. Tutto è iniziato in modo abbastanza tranquillo: stavo preparando una nuova pintata di Birra e Pixel quando, all’improvviso, Mario si presenta in anticipo… e con un borsone sospetto sulla spalla. Non immaginavo che dentro ci fosse un pezzo di storia, un oggetto in grado di aprire un portale temporale... il suo vecchio Commodore 64!



Il Ritrovamento del Commodore 64

Quando Mario ha tirato fuori quel Commodore 64 dalla borsa, il mondo si è fermato. Io, Fabiano e tutti gli ascoltatori abbiamo percepito immediatamente che stavamo per vivere qualcosa di speciale. Perché un C64 non è solo un computer: è un pezzo di vita, una scatola di ricordi, una macchina del tempo. Da lì, Mario ha deciso di raccontarci l’intera saga di Commodore. Non un ricordo nostalgico e superficiale, ma la storia vera, con i suoi eroi, le sue guerre interne, i colpi di genio e le disfatte clamorose. Io mi sono messo comodo, ho preso la mia birra… e ho lasciato che iniziasse il racconto.


Le Radici di Commodore e di Jack Tramiel

Mario ci ha portato alle origini, molto prima di joystick, sprite e cassette rumorose. Il viaggio inizia con Jack Tramiel, nato in Polonia, emigrato negli USA, poi in Canada, e infine diventato l’uomo che voleva «portare la tecnologia nelle case». Dalla riparazione di macchine da scrivere alla produzione di calcolatrici, Tramiel capisce presto che per sopravvivere bisogna controllare la produzione dall’inizio alla fine. E quando Texas Instruments gli “pugnala” il mercato vendendo calcolatrici proprie, lui reagisce comprando la MOS Technology: una mossa che cambierà la storia.


Nasce l’Idea del Computer per Tutti

È Chuck Peddle, ingegnere visionario della MOS, a suggerire a Tramiel la strada: non più solo calcolatrici, ma computer per le persone comuni. Nasce così il Commodore PET, primo grande passo verso l’informatica accessibile. E mentre gli ingegneri vogliono creare macchine complesse ed espandibili, Tramiel ripete il suo mantra: «We need to build computers for the masses, not the classes». Una frase che diventerà leggenda.


Il VIC-20, il Computer Pop

Dopo discussioni accese e visioni opposte, nasce il VIC-20, colorato, economico, semplice da usare e perfetto per entrare nelle case. E quando William Shatner – sì, proprio il Capitano Kirk – compare nello spot TV americano, il successo esplode. Il VIC-20 diventa il primo computer della storia a superare il milione di unità vendute. Il resto è folklore che ancora oggi raccontiamo ridendo: joystick che si rompono, cassette con tempi di caricamento infiniti, programmi in BASIC copiati dalle riviste.


Il Mito del Commodore 64

E poi, signori… il capolavoro, il sovrano assoluto, il re incontrastato della nostra giovinezza, il Commodore 64. Quando Mario ha iniziato a parlarne, ho sentito la pelle d’oca. Il C64 non era solo potente per il suo tempo: era magico. Tra il chip SID, gli sprite hardware, la grafica avanzata e un prezzo imbattibile, Commodore spazzò via la concorrenza. Il C64 non è stato solo un computer, è stato un movimento culturale. Ha cresciuto programmatori, musicisti digitali, artisti e pirati con le cassettine duplicate malissimo. E ancora oggi rimane uno dei computer più venduto di tutti i tempi.


La Caduta di Tramiel e la Guerra Atari vs Commodore

Ma come in ogni epopea, anche qui arrivano le crepe. Jack Tramiel abbandona l’azienda dopo scontri con il consiglio di amministrazione e poco dopo compra Atari, dando inizio alla guerra più assurda che il mondo tech abbia mai visto: creatore contro creatura. In mezzo a tutto questo caos compare un altro protagonista destinato alla leggenda: l’Amiga.


L’Amiga: Un Capolavoro Senza Guida

L’Amiga non nasce in Commodore, ma viene acquistata quando l’azienda fiuta il potenziale del progetto di Jay Miner. È un gioiello tecnico: 4096 colori, audio avanzato, multitasking vero e un design elegante e futuribile. Era anni avanti rispetto a tutto ciò che esisteva. Ma Commodore, ormai senza visione, non seppe valorizzarla a sufficienza. L’Atari ST la superò in alcuni mercati grazie a una strategia chiara, mentre l’Amiga – pur amata visceralmente da artisti e creativi – rimaneva orfana di direzione.


Il Declino e la Fine di Commodore

Gli errori della dirigenza si accumulano, il mercato dei PC corre veloce e l’Amiga 1200 arriva troppo tardi e senza supporto adeguato. Nel 1994 Commodore fallisce, gli uffici vengono svuotati, i brevetti venduti, il logo passa di mano in mano come una reliquia maledetta.


I Mille Tentativi di Resurrezione

Da lì in avanti è un susseguirsi di stranezze: finti Commodore con Linux dentro, smartphone chiamati PET, magliette, tazze e persino mutande col logo, progetti annunciati e mai realizzati. Ogni tanto, però, qualche luce si accende: il C64 Mini, ad esempio, che almeno cerca di onorare lo spirito originale. Ma è tutto effimero, fragile, nostalgico.


Un brindisi a Commodore

La storia di Commodore non è solo tecnologia: è emozione, identità, fantasia, scoperta. E con gli occhi lucidi in piena nostalgia mi congedo, ricordandovi sempre che... invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio!

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