Intrappolati nel retrobottega
- birraepixel
- 27 dic 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Ciao a tutti amici umarelli, sono il vostro rancoroso crazyjimmy ed oggi vi porto dietro le pinte della ventesima pintata di Birra e Pixel. In questa occasione speciale, ho avuto il piacere di ospitare alcuni dei podcaster più invidiati del panorama retrogaming italiano. Preparatevi a un viaggio tra console, cabinati e aneddoti che profumano di nostalgia.

L’invidia videoludica
Il tema della pintata è l’invidia. Quante volte, da ragazzini, abbiamo desiderato la console che aveva il nostro compagno di scuola? O ammirato il mago della sala giochi che finiva il boss con un solo gettone? Io stesso ho invitato le persone chi invidio di più: Fabiano De Masi, Enrico Seu e Francesco Codolo, veri esperti e appassionati di retrogaming.
Storia dei podcaster ospiti
Enrico e Francesco sono una coppia affiatata, amici nella vita e nel podcast. Hanno iniziato con New Game Plus Italia, per poi creare “Intrappolati nel retrogaming”, uno spin-off diventato un punto di riferimento per chi ama i videogiochi vintage. Tra progetti secondari e podcast sui fumetti, la loro passione non si è mai fermata.
Console e giochi dell’infanzia
Abbiamo ricordato i Natali passati, i regali sognati e le console ricevute. Il Master System, il NES, il Super Nintendo, il Mega Drive: ognuno aveva la sua preferita, ma l’invidia per chi possedeva “quella” console era sempre dietro l’angolo. E poi c’erano i giochi iconici come Tartarughe Ninja, Batman, Alex Kidd, Laser Ghost e tanti altri.
Cartoni animati e cultura pop
Non potevano mancare i riferimenti ai cartoni animati che hanno segnato la nostra infanzia: Ken il guerriero, Holly e Benji, Tutti in campo con Lotti, Gigi la trottola. Questi mondi si intrecciavano con i videogiochi, alimentando sogni e rivalità tra amici.
Accessori e curiosità Nintendo
Abbiamo scherzato sugli accessori Nintendo, dal mitico Power Glove al robottino Rob, passando per le pubblicità in TV e le riviste di settore. Quante volte abbiamo sofferto per una cartuccia che non funzionava, e quante volte abbiamo soffiato (anche se non si dovrebbe!) per farla ripartire.
La magia delle sale giochi
Le sale giochi erano il nostro tempio. L’odore di legno surriscaldato, sigaretta e caffè, la folla che si radunava dietro il campione di turno. Ognuno di noi aveva il suo mito, il compagno di classe che finiva i giochi con facilità disarmante, e il bulletto che rubava i gettoni.
Invidia tra generazioni
Abbiamo riflettuto su cosa invidiamo alle nuove generazioni di videogiocatori. Oggi c’è tutto: cataloghi infiniti, internet, podcast, YouTube. Ma forse manca la magia della scoperta, il gusto di assaporare ogni pixel, la comunanza che si creava attorno a un cabinato.
Il giocone finale
Non poteva mancare il giocone finale: abbinare personaggi ai loro giochi, mettere i cabinati in ordine cronologico, ricordare le annate di Bubble Bobble, Contra, Dragon Slayer, Final Fight, Outrun, R-Type, Splatterhouse, New Zealand Story, Toki e Tumblepop. E poi il rituale della cartuccia NES: spegnere, soffiare, riaccendere.
Il Konami Code e il portale del tempo
Il viaggio si conclude con il mitico Konami Code, che apre un portale del tempo e ci riporta nella cameretta di Enrico, tra console, riviste e sogni ad occhi aperti. Un’avventura testuale che ci ricorda quanto sia bello rivivere le emozioni del passato.
Saluti finali
Sarà per l'atmosfera conviviale, sarà per gli ospiti, sarà per il gioco finale, ma vi raccomando vivamente di ascoltare questa pintata. Ed anche per oggi e tutto, pertanto non mi resta che ricordarvi che... invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio!





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