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Generazioni in fermento


Ciao a tutti amici umarelli! E benvenuti al dietro alle pinte dell’undicesima pintata di "Birra e Pixel", il mio piccolo angolo di follia e nostalgia videoludica. Oggi vi porto con me in locale virtuale, dove la birra digitale scorre a fiumi e le chiacchiere si intrecciano tra generazioni di giocatori. Un grazie speciale a chi ci segue su Spotify e sulla nostra pagina Facebook: siete voi a rendere tutto questo possibile!



Ospiti speciali e presentazioni sgangherate

Al sempre presente spumeggiante Fabiano De Masi, l'uomo dalle tante metà, ho avuto l’onore di ospitare i ragazzi del podcast generazionale "Gamer's Doom", che dopo mille peripezie, sono riusciti a trovare la strada per il crazy’s! Tra loro c’è Tex Murphy, che ha fondato la software house Footprint Games e Il Più Antico, che dispensa opinioni, spesso non richieste, su videogiochi e non solo, in compagnia del figlio Eliargen, giovane promessa nell'ambito videoludico e degno erede della passione paterna de Il Più Antico.


Generazioni a confronto: come si trasmette la passione

Una delle prime domande che ho rivolto ai miei ospiti riguarda proprio il passaggio generazionale: come si introduce un figlio al mondo dei videogiochi? Tex racconta di aver iniziato con Wii Sports, la console più gettonata in casa sua, mentre la Switch lo ha deluso per la fragilità dei Joy-Con. Si parla di controller indistruttibili, di telecomandi che diventano armi improprie e di come ogni generazione abbia i suoi miti e le sue preferenze.


Nostalgia, sconfitte e piccole vittorie

Quando si gioca con i figli, capita spesso di sentirsi "vecchi", soprattutto davanti a titoli come Street Fighter, Gang Beast o Vampire Survivors. Ma la vera sfida è riuscire a trasmettere il valore della pixel art e della grafica retrò. Ho chiesto a Tex se sia mai riuscito a convincere i suoi figli che la grafica datata non è "brutta", ma arte pura. Tra una partita al primo Mario Kart e una sfida su Rayman o Aladdin, la nostalgia vince sempre, anche se le nuove generazioni sono abituate a ben altro.


Budget, risparmi e microtransazioni

Parlando di acquisti videoludici, emerge il lato più pragmatico dei genitori-giocatori: si aspetta sempre il saldo, si cercano offerte sui siti stranieri e si fa una vera e propria ricerca di mercato prima di comprare un titolo. Le microtransazioni? Un male necessario, ormai radicato, che spesso serve solo a personalizzare l’avatar senza alterare il bilanciamento del gioco. Ma quando si tratta di spendere, la parola d’ordine resta una: risparmio!


Consigli per genitori videogiocatori

Ho chiesto a Tex quali consigli darebbe ad altri genitori che vogliono avvicinarsi al mondo dei videogiochi. La risposta è semplice e diretta: giocare sempre, insieme ai figli, perché il gioco è vita, è condivisione, è crescita. Che sia una partita a Diablo Immortal, una sfida su Brawl Stars o una sessione di cucina per preparare biscotti al burro, l’importante è vivere il gioco come un momento di unione familiare.


Aneddoti, Risate e (dis)avventure culinarie

Non potevano mancare gli aneddoti tragicomici: dalla cena di fine anno con carbonara bicolore e dessert alcolici, agli scambi di console usate e alle scuse più fantasiose per non comprare l’ennesimo videogioco desiderato dai figli. Perché, alla fine, la verità è che "costa troppo" o "aspettiamo i saldi" sono le scuse più gettonate in ogni famiglia di gamer.


Il destino dei videogiocatori

Ma qual è, in fondo, il destino dei videogiocatori? Perdere diottrie, forse, ma soprattutto continuare a giocare, a condividere passioni, a confrontarsi e a ridere insieme. Che sia una partita multiplayer, un’avventura grafica o un RPG vecchio stile, il videogioco resta un modo per esprimere se stessi e per affrontare la vita con un pizzico di leggerezza.


Un invito alla community

In chiusura, non posso che invitarvi a seguire il podcast generazionale "Gamers Doom" e ricordarvi ovviamente che... invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio.

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