Corto circuito
- 3 apr 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 26 gen
Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy ed oggi vi porto in un viaggio tra cinema e videogiochi, con una pintata dedicata a un vero mito degli anni ’80: Corto circuito. Preparatevi a un racconto tra ricordi, curiosità e pixel vintage!

Cortocircuito: il film
Cortocircuito è un film statunitense uscito nel 1986, diretto da John Badham, regista noto anche per La febbre del sabato sera e War Games. La trama ruota attorno alla Nova Robotics Corporation e ai suoi robot militari, i SAINT. Il protagonista, Numero 5, viene colpito da un fulmine e inizia a sviluppare coscienza di sé, dando vita a una serie di avventure rocambolesche.
Curiosità e aneddoti cinematografici
Durante la narrazione, non mancano curiosità: dal suono del laser preso da Ghostbusters, alle scelte di casting e doppiaggio, fino alle scene iconiche come la lettura rapidissima di un libro o il ballo sulle note dei Bee Gees. Il design di Numero 5 fu affidato a Sid Mead, già concept artist di Blade Runner e Tron, e il robot fu dotato di occhi e palpebre per renderlo più umano e simpatico.
Il successo e i sequel
Il film ebbe un grande successo, incassando circa 40 milioni di dollari e generando un sequel nel 1988. Purtroppo, il terzo capitolo non vide mai la luce, ma ancora oggi si parla di possibili remake. Corto circuito resta un esperimento degli anni ’80, da rispettare e ricordare.
Dal film al videogioco
Nel 1987, Ocean Software pubblicò il videogioco ufficiale di Corto circuito per ZX Spectrum, Commodore 64 e Amstrad CPC. Il gioco si divide in due parti: la prima è un’avventura dinamica ambientata nella Nova Robotics, dove Numero 5 deve trovare il modo di scappare raccogliendo oggetti e evitando la sicurezza; la seconda è un arcade a scorrimento laterale, dove il robot fugge tra i boschi di Astoria.
Analisi della versione ZX Spectrum
La versione ZX Spectrum, programmata da Paul Owens, è considerata la migliore. La prima parte del gioco offre una visuale dall’alto e una mappa di 64 stanze interconnesse, con inventario limitato e la necessità di gestire oggetti e routine. Un dettaglio simpatico: a fine avventura, il programmatore rompe la quarta parete e si rivolge direttamente al giocatore.
Meccaniche di gioco e curiosità
Nel gioco si possono trovare omaggi, come l'inclusione di Space Invaders e la seconda parte si collega ancora una volta al film, con la fuga finale e il robot esca distrutto da un missile. La difficoltà era figlia dei tempi anche a causa di memoria limitata, sviluppo artigianale e tanta fantasia da parte dei programmatori.
Riflessioni sul retrogaming
Secondo Fabiano oggi molti giudicano i giochi di una volta con occhi moderni, ma bisogna ricordare che erano prodotti figli del loro tempo. La vera magia stava nei limiti, che aiutavano a creare meraviglie. In questo titolo, lui ha sempre preferito la parte avventura, più rilassata e strategica.
Consigli e conclusioni
Se non fosse stato per il post di Fabiano su Retrogaming Town, forse non avrei mai scoperto questo videogioco. Consiglio a tutti di provarlo almeno una volta: le riviste dell’epoca gli diedero punteggi intorno al 70%, ma il vero valore sta nell’esperienza e nei ricordi.
saluti FINALI
E restando in tema di ricordi come faccio a chiudere senza prima rammentarvi che... invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio.





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