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Assassin's Creed

Aggiornamento: 30 gen


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy e vi do il benvenuto a una nuova avventura con Birra e Pixel, il podcast dove si parla di videogiochi, retrogaming e tutto ciò che ci fa tornare bambini davanti a uno schermo. Oggi il tema è la superbia, ma come sempre, tra una birra e una battuta, finiamo a parlare di tutto: giochi, musica, aneddoti e follie nerd.



Gli ospiti e la magia del retrogaming

Questa volta, oltre al mitico Fabiano, ho avuto il piacere Roberto Barabino, sviluppatore, blogger, podcaster e cantante (sì, avete letto bene!). Con loro si parte subito con ricordi di giochi Amiga, avventure testuali, recensioni spietate e tanta ironia. La nostalgia per i giochi di una volta si mescola alle risate e alle storie di chi, come noi, ha vissuto l’epoca d’oro dei videogiochi.


Musica, banane e vita da nerd

Non solo videogiochi: tra una citazione e l’altra, si parla anche di musica, di canzoni natalizie, di TikTok e di improbabili carriere da cantanti. E poi, come sempre, le battute sulle banane in pixel art, le zucchine e i meloni non mancano mai. Perché il bello di Birra e Pixel è proprio questo: mischiare cultura pop, ironia e passione per il gaming.


Assassin’s Creed: amori, odii e classifiche

Il cuore della puntata è dedicato ad Assassin’s Creed. Io e i miei ospiti ci confrontiamo sulle nostre esperienze con la saga: chi ha iniziato dal primo capitolo, chi dal secondo, chi ha mollato subito e chi invece si è innamorato delle ambientazioni italiane di Ezio Auditore. Si parla di gameplay, di collezionabili, di missioni acrobatiche e di quanto sia cambiata la serie nel tempo. Ognuno ha la sua classifica personale, tra chi preferisce Black Flag per le battaglie navali e chi invece, come me, non sopporta le sezioni in mare.


Viaggi tra storia e realtà virtuale

Non poteva mancare una riflessione sulle ambientazioni storiche: Firenze, Venezia, Monteriggioni, Parigi, Londra… Assassin’s Creed ci ha fatto viaggiare nel tempo e nello spazio e spesso ci ha fatto guardare le nostre città con occhi diversi. E poi, la realtà virtuale: la mia esperienza con Assassin’s Creed Nexus VR, tra arrampicate, missioni stealth e qualche bug tecnico, ma anche tanta voglia di esplorare e vivere il gioco in prima persona.


Il fascino dell’esplorazione e del gameplay stealth

Una delle cose che più ci appassiona è l’esplorazione: scalare campanili, osservare la città dall’alto, pianificare ogni mossa come veri assassini. Ognuno ha il suo stile di gioco: c’è chi si lancia all’attacco e chi preferisce nascondersi nei cespugli e aspettare il momento giusto. E quando si parla di gameplay, non mancano le discussioni sulle differenze tra i vari capitoli, sulle innovazioni e sulle ripetizioni che, a volte, fanno storcere il naso.


Multiplayer, DLC e la solitudine dell’assassino

Abbiamo anche toccato il tema del multiplayer: personalmente non mi ha mai entusiasmato, preferisco vivere l’avventura da solo, come ogni buon assassino che si rispetti. Ma c’è spazio anche per parlare di DLC, di personaggi secondari e di come la saga abbia saputo reinventarsi (o meno) negli anni.


Inventiamo il nostro Assassin’s Creed

Come gioco finale, ci siamo divertiti a inventare un nuovo Assassin’s Creed ambientato a Genova, tra lanterne, porti, cattedrali e misteriose chiavi templari. Un’avventura tra passato e presente, con un pizzico di follia e tanta voglia di scherzare. Perché alla fine, il bello dei videogiochi è anche questo: immaginare, creare, sognare mondi nuovi.


Conclusioni: videogiocate responsabilmente

E così, tra una battuta e una canzone improvvisata, si chiude un’altra pintata di Birra e Pixel. I videogiochi ci aiutano a vivere meglio, a condividere passioni e a non prenderci troppo sul serio. Quindi, come dico sempre... invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio.

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