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Fighting Masters

Aggiornamento: 26 gen


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy e oggi vi porto con me in un viaggio tra ricordi, risate e videogiochi, dove insieme a Fabiano e al mio grande amico d’infanzia, il dottor Gavino, vi racconteremo di una delle esperienze videoludiche più assurde e divertenti della nostra giovinezza. Mettetevi comodi e preparatevi a scoprire Fighting Masters per Mega Drive, ma anche tante storie di amicizia, disastri domestici e nostalgia anni ’80 e ’90.



Ricordi d’infanzia e primi giochi

La nostra passione per i videogiochi nasce da lontano, quando ancora registravamo le nostre parodie su audiocassette e ci divertivamo a inventare personaggi improbabili. Erano tempi in cui bastava poco per ridere: una pubblicità doppiata male, una battuta fuori luogo, o semplicemente la voglia di stare insieme davanti a un Commodore 64 che caricava i giochi con una lentezza esasperante. L’attesa era parte del divertimento e ogni nuova cassetta era un piccolo evento.


Aneddoti tra amici e disastri domestici

Non mancavano le marachelle: tra tentativi di svegliare il nonno addormentato davanti alla TV e disastri culinari come la famosa “tragedia dei popcorn”, la nostra infanzia era un susseguirsi di avventure. Ricordo ancora quando, presi dalla foga di giocare, dimenticammo i popcorn sul fuoco e la cucina si trasformò in una scena da film catastrofico. Eppure, anche questi episodi sono diventati parte dei nostri racconti più divertenti.


Sale giochi, Street Fighter II e la febbre degli arcade

Gli anni ’80 e ’90 erano il regno delle sale giochi. Bastavano poche monete per passare ore davanti a Street Fighter II, sfidando amici e sconosciuti e facendo la fila per poter giocare. Era un vero e proprio rito di passaggio, un modo per socializzare e perché no, per imparare qualche trucco dai “campioni” della sala. Street Fighter II era il sogno di tutti, ma non sempre era facile averlo a casa.


L’arrivo di Fighting Masters

Ed è qui che entra in scena Fighting Masters. Sulle riviste dell’epoca veniva osannato come il degno rivale di Street Fighter II per Mega Drive. Così, presi dall’entusiasmo, decidemmo di ordinarlo per posta. L’attesa della cartuccia era carica di aspettative: finalmente avremmo avuto anche noi il nostro picchiaduro da console!


Trama e ambientazione del gioco

Fighting Masters si presentava con una trama che cambiava tra versione giapponese e americana: da un lato un signore del male, Lord Valgasu, dall’altro un universo pre-apocalittico dove razze aliene combattevano per la sopravvivenza. Ma, diciamocelo, la storia era solo un pretesto per menarsi virtualmente.


Meccaniche di gioco e prime impressioni

Appena inserita la cartuccia, le prime impressioni non furono esattamente entusiasmanti. Grafica scarna, animazioni limitate, sonoro discutibile e soprattutto, un sistema di controllo ridotto all’osso: due tasti, uno per saltare e uno per attaccare. La parata? Praticamente inutilizzata. Eppure, nonostante tutto, ci divertivamo a sfidarci e a scoprire i personaggi più strani.


I personaggi di Fighting Masters

Il vero cuore del gioco erano i suoi dodici personaggi, ognuno con caratteristiche e nomi improbabili: Dirk, Mastodon, Equus, Morin, Grinder, Goldrock, Phoenix, Zeigrunt, Rotundo, Xenon, Dio e Uppercut. Ognuno aveva le sue stranezze, dai cavalli verdi ai ciclopi blu, passando per piante carnivore e uomini di gelatina. Alcuni erano fortissimi, altri praticamente inutili, ma tutti contribuivano a rendere il gioco un’esperienza surreale.


Scontri epici e tornei tra amici

Le nostre sfide erano epiche, tra risate e qualche arrabbiatura di troppo. Ricordo ancora la leggendaria battaglia tra Dio, la pianta carnivora, e Goldrock, il “brutto egiziano”. A volte registravamo persino le nostre partite su audiocassetta e non mancavano i litigi per chi avesse barato o sfruttato qualche bug del gioco. Ma alla fine, tutto si risolveva con una risata e la voglia di riprovarci.


Gameplay, limiti tecnici e confronto con altri giochi

Riguardando oggi Fighting Masters, non posso che sorridere: la giocabilità era pessima, i comandi rispondevano male e le animazioni erano lente. Non c’era nemmeno un timer o un punteggio e spesso le battaglie sembravano non finire mai. Eppure, in quegli anni ci si accontentava di poco, e anche un gioco così imperfetto riusciva a regalarci ore di divertimento. Certo, quando arrivarono Street Fighter II e Mortal Kombat sulle console, Fighting Masters finì presto nel dimenticatoio.


L’epilogo

La fine di Fighting Masters fu segnata dall’arrivo di giochi migliori. Decidemmo di scambiarlo tramite un annuncio su una rivista e incredibilmente trovammo qualcuno disposto a darci in cambio un altro titolo. Chissà se anche lui avrà riso (o pianto) come noi davanti a quelle improbabili battaglie.


Conclusioni e saluti

Se oggi mi chiedete se consiglierei Fighting Masters, vi direi di provarlo solo per farvi due risate e capire quanto siano cambiati i videogiochi nel tempo. Ma non dedicategli troppo tempo mi raccomando, perché invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio!

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