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Atmosfear


Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy, il vostro cadaverico oste dell’altra dimensione ed oggi, in compagnia di Tiziano Mora, vi portiamo in un viaggio tra ricordi, risate e brividi, raccontandovi di uno dei giochi da tavolo più iconici degli anni ’90: Atmosfear. Preparatevi, perché il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti è più sottile che mai!



Atmosfear: il gioco da tavolo horror

Atmosfear, conosciuto in origine come Nightmare, è un gioco da tavolo horror che ha segnato un’epoca. Arrivato in Italia grazie a Clementoni, era un vero e proprio ibrido tra boardgame e videogioco, grazie all’uso della mitica videocassetta VHS. L’idea nacque dalla mente di Philip Tanner e Brett Clemens, due autori con solide basi nella produzione audiovisiva, che decisero di portare l’horror direttamente sul tavolo di casa. Il risultato? Un’esperienza interattiva e immersiva, dove il Re dell’Incubo guidava la partita con apparizioni improvvise e ordini da seguire senza esitazione.


Contenuto della scatola

Aprire la scatola di Atmosfear era già un rito: dentro trovavi una VHS da 60 minuti, un tabellone grande e dettagliato, 256 carte divise in tempo, fato e sorte, 36 chiavi di sei colori diversi, 8 carte incubo, sei segnalini a forma di lapide, sei dischetti numerati, una monetina di plastica, un sacchetto in velluto nero, una matita, un dado nero e il libretto d’istruzioni. Ogni elemento contribuiva a creare quell’atmosfera unica che solo questo gioco sapeva dare.


Regole base e preparazione

La preparazione era semplice ma coinvolgente: ogni giocatore estraeva un segnalino-personaggio e un numero, si sedeva in semicerchio davanti alla TV e posizionava il proprio segnalino sulla tomba corrispondente. Si mescolavano le carte, si distribuivano le chiavi e si scrivevano le proprie paure sulle carte incubo. Bastava inserire la videocassetta e premere play per essere catapultati in un’ora di suspense e divertimento.


Il Re dell’Incubo entra in scena

Il vero protagonista era il Re dell’Incubo, interpretato nella versione italiana da Enrico Maria Tini Brunozzi. Ogni volta che appariva sullo schermo, dovevamo rispondere “Sì, mio sovrano!” e seguire i suoi ordini, pena punizioni severe. Era lui a scandire il ritmo della partita, tra minacce, ironia e teatralità grottesca. Le sue apparizioni improvvise ci facevano sobbalzare e rendevano ogni partita imprevedibile.


Personaggi e storie

Atmosfear ci faceva vestire i panni di uno di sei personaggi, ognuno con una storia affascinante: Baron Samedi, lo zombie; Anne de Chantraine, la strega; Elizabeth Bathory, la vampira; Khufu, la ; Gévaudan, il lupo mannaro; Hellin, il fantasma. Ognuno aveva il suo segnalino colorato e nelle espansioni, poteva diventare a sua volta l'host della partita.


Meccaniche di gioco e turni

Il gioco si svolgeva tirando il dado e muovendosi lungo il percorso del tabellone, raccogliendo carte e chiavi, evitando i temuti buchi neri e cercando di non farsi sorprendere dal Re dell’Incubo. Le carte fato, sorte e tempo introducevano imprevisti, poteri speciali e colpi di scena, mentre le chiavi erano fondamentali per raggiungere la vittoria. Solo chi riusciva a collezionare tutte le chiavi e affrontare la propria paura poteva sperare di sconfiggere il Re dell’Incubo.


Espansioni e nuove edizioni

Atmosfear non si è fermato al gioco base: sono arrivate diverse espansioni, ognuna dedicata a un personaggio diverso, che arricchivano le meccaniche e aumentavano la longevità del gioco. Nel tempo sono uscite anche versioni internazionali, reboot come Atmosfear: The Harbingers, edizioni su DVD e persino una Death Anniversary Edition grazie a una campagna Kickstarter. Ogni nuova versione ha portato innovazioni, ma il fascino dell’originale resta insuperato.


Ricordi e aneddoti

Per noi, Atmosfear è molto più di un semplice gioco: è un ricordo indelebile di serate passate con gli amici, tra risate, insulti del Re dell’Incubo e colpi di scena improvvisi. Era quasi impossibile vincere, ma ogni partita era unica e l’atmosfera che si creava era magica. Anche le espansioni hanno lasciato il segno, soprattutto quella dello zombie, che era la nostra preferita.


Conclusione

Atmosfear ha rappresentato una vera rivoluzione nel mondo dei giochi da tavolo, rompendo gli schemi e portando l’horror direttamente nelle nostre case. Ancora oggi, a distanza di anni, resta un’esperienza indimenticabile per chi ha avuto la fortuna di giocarci. E voi, avete mai sfidato il Re dell’Incubo? Se non lo avete ancora fatto sbrigatevi, perché il tempo scorre inesorabile e invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio.

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