Tarantolato dalla VR
- birraepixel
- 10 apr 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy ed oggi vi porto con me in una pintata speciale di Birra e Pixel, dove la realtà virtuale è stata la vera protagonista. In questa esperienza, ho avuto il piacere di accompagnare il mio collega e amico Stefano Tarantola – sì, proprio lui, il tarantolone del nostro ufficio – nel suo primo viaggio immersivo tra visori, giochi e qualche inevitabile momento di motion sickness. Pronti a scoprire com’è andata?

Le chiacchere alla macchinetta del caffé
Tutto è iniziato davanti alla macchinetta del caffè, tra una chiacchiera e l’altra su videogiochi e realtà virtuale. È proprio lì che, tormentando il povero Stefano con le mie storie di VR, è nata l’idea di coinvolgerlo in una vera e propria sessione di prova. E così, dopo averlo convinto grazie anche alla puntata dedicata alla VR, eccoci qui a raccontare questa avventura.
Prime Impressioni con Meta Quest 3
Abbiamo iniziato in modo soft, con il Meta Quest 3 ed il gioco First Encounters, un’esperienza in realtà aumentata dove bisogna sparare agli alieni che compaiono nella stanza. Stefano era curioso ma titubante, eppure la sua prima volta con la VR è stata sorprendentemente positiva. Vedere i mostriciattoli apparire nella stanza lo ha divertito e incuriosito.
Flipper Virtuale: Pinball FX2 VR
Dopo il riscaldamento, siamo passati al flipper virtuale con Pinball FX2 VR. Qui l’ambiente era completamente digitale: tavoli medievali, ambientazioni subacquee e squali che nuotavano intorno. Stefano ha trovato l’esperienza molto simile a quella di un vero flipper, anche se gli elementi di disturbo – come gli omini e gli squali – erano pensati apposta per distrarre e rendere la sfida più interessante.
ANDIAMO AL CINEMA con Big Screen
Abbiamo poi provato Big Screen, un’app che ricrea una sala cinema virtuale. Nonostante non fossi riuscito a configurare i servizi di streaming, ci siamo goduti un video su YouTube come se fossimo davvero in sala. Stefano è rimasto colpito dalla possibilità di scegliere il posto e dall’atmosfera realistica, tanto che ha iniziato a pensare seriamente di acquistare un visore.
Bowling e prime difficoltà
Il livello si è alzato con Premium Bowling VR. L’ambientazione era quella classica di una sala bowling di periferia e Stefano si è lasciato trasportare dall’illusione di essere davvero lì. Tuttavia, qui sono iniziati i primi segni di cedimento: muoversi nello spazio virtuale senza riferimenti reali lo ha un po’ destabilizzato, portando a un po’ di disorientamento e motion sickness.
Virtual Duck Hunt e Limiti della VR
Abbiamo poi provato Virtual Duck Hunt, la versione VR del celebre gioco per NES. Qui la nausea si è fatta sentire di più: l’ambiente completamente virtuale e la mancanza di riferimenti reali hanno messo a dura prova la resistenza di Stefano, costringendoci a fare una pausa.
Pausa e Considerazioni a Caldo
Durante la pausa, abbiamo approfittato per una chiacchierata a caldo sulle prime impressioni. Nonostante qualche difficoltà, Stefano era già su Amazon a mettere il Meta Quest 3 nella lista dei desideri. La realtà virtuale lo aveva conquistato!
Prova del PSVR2: Drums Rock e Kayak Mirage VR
Dopo la pausa, siamo passati al PSVR2, iniziando con Drums Rock, un gioco musicale in stile Guitar Hero. Stefano ha trovato il PSVR2 un po’ più limitato rispetto al Meta Quest 3, soprattutto per la presenza dei cavi e la necessità di una console. Tuttavia, la qualità hardware resta alta. Abbiamo poi provato Kayak Mirage VR, dove l’acqua mossa del Costa Rica ha dato qualche fastidio in più, ma l’esperienza grafica è stata spettacolare.
Consigli per Chi Vuole Provare la VR
Dopo quasi tre ore di immersione, anche Stefano concorda sul fatto che la realtà virtuale sia un’esperienza da provare almeno una volta nella vita. Se siete indecisi, fate come lui: buttatevi! Certo, serve un po’ di adattamento, ma la soddisfazione è garantita.
Saluti Finali
Ed in chiusura di questa avventura virtuale, non mi resta che congedarvi ricordandovi sempre che... invecchiare è brutto, ma l’alternativa è peggio.





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