Audio a 5 luppoli - NES VERSION
- birraepixel
- 10 lug
- Tempo di lettura: 5 min
Ciao a tutti amici umarelli, sono crazyjimmy e dopo il nostro precedente viaggio nell'audio dei sistemi da gioco vintage, questa volta abbiamo analizzato una delle console più affascinanti della storia videoludica: il Nintendo Entertainment System, per gli amici NES. E per affrontare un argomento del genere non potevo certo cavarmela da solo e quindi insieme a me, al bancone del crazy's, c'è l'immancabile Fabiano De Masi e l'esperto di musica chiptune Stefano "BepiBeads" Zambon.

l'epoca dei PSG
Per capire davvero l'importanza di questo sistema, bisogna fare un piccolo passo indietro. Prima della console Nintendo, gran parte dei computer e delle console utilizzavano chip sonori chiamati PSG, ovvero Programmable Sound Generator. Questi sistemi disponevano generalmente di più canali sonori e di un canale dedicato al rumore, consentendo già composizioni molto più elaborate rispetto ai semplici beep delle generazioni precedenti. Macchine come Master System, Spectrum e numerosi arcade utilizzavano soluzioni molto simili tra loro. I compositori avevano già imparato a sfruttare armonizzazioni, effetti di vibrato e semplici percussioni, ma il NES avrebbe portato il concetto molto più avanti.
La personalità sonora del Nintendo NES
Quello che rende speciale il NES non è soltanto il suo catalogo di giochi leggendari, ma anche il carattere unico del suo comparto audio, difatti bastano poche note per riconoscerlo e ancora oggi quelle sonorità sono capaci di riportarci indietro nel tempo in pochi istanti. Una delle sue particolarità è che il chip audio non era separato dal resto dell'hardware, ma integrato direttamente nella CPU principale. Questo contribuiva a creare un'identità sonora completamente diversa rispetto a quella dei concorrenti dell'epoca e Stefano ci ha spiegato come la Audio Processing Unit del NES fosse composta da cinque canali principali:
due canali a onda quadra;
un canale triangolare;
un canale dedicato al rumore;
un canale DPCM per campioni audio digitalizzati.
Magari sulla carta possono sembrare poche, ma nelle mani giuste, come avrete avuto modo di apprezzare in pintata, diventavano un'orchestra completa.
Le onde quadre: il cuore delle melodie
I due canali a onda quadra erano la base di quasi tutte le melodie del NES. A differenza dei vecchi PSG, il sistema Nintendo permetteva di modificare il timbro scegliendo diverse larghezze d'onda, offrendo maggiore varietà sonora. I compositori svilupparono rapidamente una serie di tecniche per rendere il suono più ricco: effetti di eco simulato, leggere stonature tra due voci per creare maggiore spessore e armonizzazioni che imitavano il comportamento delle chitarre elettriche e molte delle sonorità che oggi associamo al rock videoludico nascono proprio da questi trucchi.
Il triangolo che faceva cantare i bassi
Uno degli elementi più caratteristici del NES è il canale triangolare che, sebbene teoricamente fosse pensato per generare una forma d'onda più morbida, aveva un timbro particolare e facilmente riconoscibile. La sua funzione principale era quella di creare linee di basso profonde e pulsanti ed in molti giochi diventava la spina dorsale dell'intera composizione, garantendo ritmo e sostegno alle melodie principali. Con alcuni espedienti veniva utilizzato persino per simulare parti di batteria e percussioni.
Rumore e campioni audio
Il canale noise era invece responsabile di gran parte delle percussioni e degli effetti sonori, ad esempio rullanti, piatti, esplosioni e passi venivano costruiti manipolando varietà differenti di rumore bianco. Il canale DPCM rappresentava invece una tecnologia sorprendentemente avanzata per l'epoca perché permetteva di riprodurre campioni digitali. Fu utilizzato per effetti vocali, rumori realistici e persino strumenti musicali campionati e celebri esempi compaiono in giochi come Duck Hunt, Wild Gunman e numerose produzioni Konami.
Super Mario Bros e il genio di Koji Kondo
Ovviamente parlare di musica NES senza citare Super Mario Bros sarebbe impossibile. Il compositore Koji Kondo non si limitò a scrivere una melodia memorabile, realizzò un ecosistema sonoro nel quale musica ed effetti speciali dialogavano continuamente tra loro: i salti di Mario, la raccolta delle monete e gli altri effetti erano progettati per integrarsi armonicamente con il brano in esecuzione ed ancora oggi è uno degli esempi più brillanti di sound design nella storia del videogioco.
Lo stile Capcom: ritmo e chitarre immaginarie
Altro titolo iconico quando si parla di audio NES è Mega Man 2, che rappresenta una vera lezione di composizione. Takashi Tateishi contribuì a definire uno stile molto riconoscibile, fatto di ritmi energici, linee melodiche aggressive e l'uso sapiente delle due onde quadre per simulare chitarre elettriche. Lo stesso approccio caratterizzò molti giochi Capcom dell'epoca, inclusi titoli Disney come DuckTales, dove melodie memorabili e arrangiamenti intelligenti riuscivano a trasformare i limiti hardware in punti di forza.
Konami e il lato più duro del NES
E se Capcom cercava musicalità e immediatezza, Konami puntava a un approccio più realistico e muscolare. In giochi come Contra, il basso assumeva un ruolo molto più importante e il canale DPCM veniva sfruttato per ottenere percussioni più credibili ed il risultato era una colonna sonora che richiamava apertamente il rock e l'action cinematografico degli anni ottanta. Anche Castlevania seguiva questa filosofia, mescolando rock, musica classica e suggestioni sinfoniche e brani come Bloody Tears continuano ancora oggi a essere reinterpretati da musicisti di tutto il mondo.
Sunsoft e la ricerca della perfezione tecnica
Verso la fine della vita commerciale del NES arrivarono anche software house capaci di spremere davvero ogni singolo ciclo della macchina e tra queste spiccava sicuramente Sunsoft. Giochi come Journey to Silius utilizzavano tecniche particolari, tra cui bassi campionati sul canale DPCM, ottenendo un suono molto più corposo rispetto alla media delle produzioni dell'epoca ed ascoltando certe tracce è difficile credere di avere a che fare con una semplice console a 8 bit.
Le espansioni audio del Famicom
Una delle scoperte più interessanti della pintata riguarda però il Famicom giapponese, che grazie ad una pista presente sulla sua scheda madre, era in grado di sfuttare il chip audio aggiuntivo presente su alcune cartucce destinate al solo mercato giapponese, che ampliava enormemente le capacità sonore della console. Questa soluzione fu utilizzata da diversi sviluppatori, tra cui Konami per Castlevania III. Come già accennato, questa caratteristica non venne sfruttata nelle versioni occidentali, privandoci di conseguenza di alcune delle migliori esperienze audio disponibili sulla piattaforma.
L'eredità del NES
La cosa più incredibile è che il NES non appartiene soltanto al passato, ancora oggi molti musicisti continuano a comporre utilizzando hardware originale o software dedicati. Un esempio celebre è la colonna sonora di Shovel Knight, realizzata da Jake Kaufman, che sfrutta tecniche e strumenti profondamente legati alla tradizione del NES. Ed anche la scena italiana continua a essere molto attiva, con appassionati e creatori che mantengono viva la cultura della chiptune attraverso progetti, cover e restauri hardware.
Cinque canali, infinita creatività
Al termine della nostra chiacchierata mi è rimasta addosso una convinzione semplice: il NES è la dimostrazione che i limiti possono diventare creatività. Con soli cinque canali audio, compositori geniali sono riusciti a creare colonne sonore che ricordiamo ancora oggi a distanza di decenni. Non servivano orchestrazioni monumentali o gigabyte di campioni: bastavano talento, inventiva e una profonda conoscenza dello strumento a disposizione. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, ancora oggi, appena sentiamo una manciata di note provenire da un NES, ci ritroviamo immediatamente catapultati nel nostro personale regno dei pixel. E nella musica come nella vita è importante saper dosare sapientemente il tempo, perché invecchiare è brutto, ma l'alternativa è peggio!
EXTRA
Colonne sonore NES "perfect audio" in alta qualità:
Colonne sonore NES rimasterizzate in stereo:
Trackers musicali DN-Famitracker:
Famistudio:
ROM:
MUSICHE:



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